03.12.2008


Io credo che a Prato sia arrivato il momento giusto.
Il momento giusto per ribaltare gli assi cartesiani del sistema.

Ovvero, non più un sistema definito lungo l'arco destra-centro-sinistra-estremasinistra, ma una polarizzazione tra chi crede nella politica delle clientele e chi crede nella politica della trasparenza.

I quali sono due modi di fare politica completamente differenti, che chiunque sia interessato al cambiamento dovrebbe comprendere, in modo chiaro ed inequivocabile. Perché qualora questa differenziazione non fosse chiarissima, ci accorgeremmo ben presto che tutte le generose energie finora spese non saranno servite a niente.

Io credo che l'obiettivo che il nascente polo civico dovrebbe porsi è proprio quello di definire questi nuovi assi cartesiani. Non in modo populistico/confusionario, ma in modo concreto. Un manifesto con 4-5 punti estremamente chiari e comprensibili. Che potrebbero essere appunto, 1) la trasparenza nelle decisioni, 2) il valore delle competenze, 3) l'assunzione delle responsabilità, 4) la partecipazione della cittadinanza, 5) il rispetto delle regole

Una semplice elencazione già ci fa pensare a come (e perchè) nessuno di questi 5 punti appartenga alla politica attuale.

Dietro questo manifesto possiamo raccogliere tutte quelle forze civiche distinte e con una propria identità, che lavorano genuinamente per il cambiamento, svestite delle simbologie e delle sigle dei partiti nazionali.

E' mia convinzione che i “vestiti” nazionali siano inutilmente un ostacolo per il dialogo, e soprattutto che per la situazione della città di Prato quei vestiti non vogliano dire assolutamente niente. In questo momento storico, un progetto politico locale che cerca riparo sotto le simbologie partitiche nazionali è un progetto che non si sente capace di esprimere sostanza, e per tal difetto è disposto a vendere parte della propria indipendenza ad un sistema gerarchico nazionale che di Prato niente capisce.

Sono inoltre convinto che qualora si riescano ad affermare quei 5 principi che elencavo sopra, il dialogo tra sensibilità sociopolitiche diverse non solo sia possibile, ma assolutamente fondamentale per comprendere appieno la complessità della città ed elaborare ricette alternative.

Il dibattito fa paura ad un sistema clientelare. Non può far paura a cittadini liberi che si impegnano seriamente per il cambiamento.

"Quanto più solida e radicata è, quella fede che non teme la critica e il lavoro di erosione degli avversari, che anzi lo desidera, e che nel bagno diuturno nella realtà trova sempre nuove ragioni per affermarsi". (Carlo Rosselli, 1923)


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