23.03.2008


Ho appena scoperto una interessante riflessione risalente al 24 dicembre 1897, ovvero oltre 110 anni fa(!!), scritta da Camillo Prampolini, uno dei fondatori del Partito Socialista, che si interroga sul significato del cristianesimo. Ne riporto un passaggio significativo.

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Siete voi cristiani?

Ancora una volta voi avete festeggiata nelle vostre case e nella vostra
chiesa la nascita di Gesù Cristo. Ma interrogate la vostra coscienza: siete
ben sicuri di meritare il nome di cristiani? siete ben sicuri di seguire i
principi santi predicati da Cristo e pei quali egli morì?
Badate! Voi vi dite cristiani, perché recitate le preghiere che
v'insegnarono i vostri parenti; perché andate alla messa e alla benedizione;
perché infine vi confessate, vi comunicate e osservate tutte le altre
pratiche del culto cattolico.
Ma credete voi che questo basti per chiamarsi cristiani?
Non potete crederlo, perché diversamente - se si dovesse ammettere che il
cristianesimo consiste nelle sole pratiche dei culto cattolico - si dovrebbe
arrivare alla strana, assurda, ridicola conclusione che i primi e più devoti
seguaci di Cristo e lo stesso Cristo in persona ... non furono cristiani!


I primi cristiani - come furono perseguitati

Voi sapete, infatti, che mille e tanti anni fa, quando Cristo cominciò a
predicare la sua fede, non c'erano nè curati nè parroci nè vescovi nè
cardinali nè papi e neppure « chiese » nel senso che voi date a questa
parola. Gesù - il figlio del povero falegname di Nazareth - andava per le
vie e per le piazze a spiegare le sue dottrine.
Voi sapete che egli era quasi solo contro tutti; che lo seguivano soltanto
gli umili popolani; dei pescatori, degli artigiani, delle povere donne e dei
ragazzi; che i ricchi e i sacerdoti dei suo paese, i farisei e gli scribi lo
derisero dapprima come un matto: e poi, quando videro che le sue idee si
facevano strada, lo fecero arrestare come un perturbatore dell'ordine, come
nemico della società e della religione: e - stoltamente iniqui, credendo di
seppellire con lui il suo pensiero - lo trassero a morte, condannandolo al
crudele e infame supplizio della croce.
Voi sapete che per trecento anni i suoi seguaci continuarono ad essere
vittime delle più feroci persecuzioni : considerati quali malfattori; odiati
nei primi tempi anche dal popolo, che in generale era ancora troppo
ignorante, superstizioso ed incivile per comprendere il loro ideale;
lapidati, dati in pasto alle fiere, uccisi a migliaia, essi dovevano
nascondere la loro fede quasi fosse un delitto; e per trovarsi insieme
qualche ora tra fratelli, lontani dai nemici, a parlare delle loro dolci
speranze, dovevano cercar rifugio sotto terra, nel silenzio solenne delle
catacombe.
Voi sapete, che finalmente, dopo tre secoli di lotta, al tempo
dell'imperatore Costantino - quando il loro numero fu cresciuto al punto che
ormai quasi tutto il popolo era con loro, e i potenti si accorsero che le
persecuzioni erano inutili - le persecuzioni cessarono.
E allora anche i ricchi, anche i re e gli imperatori e tutti vollero dirsi
cristiani. E Cristo fu adorato come Dio.


Gesù Cristo e le preghiere

Sorsero allora le prime « chiese », apparvero-allora i primi preti, i quali
poi andarono via via moltiplicandosi e introdussero fra i cristiani l'uso
della messa, della benedizione, della confessione e di tutte le altre
cerimonie cattoliche.
Ma Gesù e i suoi primi e grandi discepoli non praticarono nessuno di questi
usi. Anzi - sta scritto nel Vangelo - Gesù chiamava ipocriti quei tali che
al suo tempo « amavano di fare orazione, stando ritti in piè - com'egli
diceva - nelle sinagoghe e nè canti delle piazze, per essere veduti dagli
uomini ». E diceva apertamente che la sola cerimonia religiosa, la sola
preghiera che doveva farsi era il Pater noster, che ognuno doveva recitare
quietamente nella propria stanza.
Ora vorrete voi dire, amici miei, che Gesù Cristo non era cristiano?!
vorrete voi dire che non erano cristiani quei generosi popolani, padri
vostri, che con lui sfidando le persecuzioni e il martirio, furono i veri
fondatori del cristianesimo?
Voi non direte certamente una simile assurdità.


Il "Regno di Dio"

Ma allora, perché furono cristiani quegli uomini, che pur non andavano a
messa e non conobbero preti nè chiese?
In che consiste dunque veramente la dottrina di Cristo? Quali erano i
principi che egli predicava e che suscitarono tanto rumore e tanta guerra
intorno a lui e ai suoi seguaci?
Eccoli qui i principi essenziali del cristianesimo, i principi che bisogna
seguire se si vuol davvero essere cristiani. Gesù era profondamente convinto
che gli uomini erano tutti figli di uno stesso padre celeste: Dio; e Dio
egli lo concepiva come un essere infinitamente giusto e buono. Ora come
mai - egli si domandava - come mai esistevano nel mondo tante ingiustizie?
Come mai gli uomini erano divisi in ricchi e poveri, in padroni e schiavi?
Come mai vi erano gli Epuloni viventi nel lusso e i Lazari tormentati dalla
più crudele miseria? Era possibile che Dio - il padre infinitamente giusto e
buono - volesse queste inique disuguaglianze tra i figli suoi?
No. Evidentemente queste disuguaglianze derivano solo dall'ignoranza e dalla
malvagità degli uomini. Dio non poteva volerle. Certamente, Dio le
condannava. Certamente, Dio voleva che gli uomini vivessero come fratelli -
distribuendosi in pace e giustizia la ricchezza comune - e non già vivessero
come lupi in guerra l'uno contro l'altro, godendo gli uni della miseria
degli altri. Ebbene - diceva Gesù ai suoi compagni - noi dobbiamo dunque far
guerra a questo doloroso e brutto regno dell'ingiustizia in cui siamo nati;
noi dobbiamo volere, fortemente volere il « regno di Dio », - cioè il regno
della giustizia, dell'uguaglianza, della fratellanza umana; noi dobbiamo
persuadere i nostri fratelli che esso è possibile e non è un sogno. Dobbiamo
trasfondere in loro la nostra fede, e il « regno di Dio » si avvererà ...
Questo era il pensiero e questa fu la predicazione di Cristo. Un odio
profondo per tutte le ingiustizie per tutte le iniquità; un desiderio
ardente di uguaglianza, di fratellanza, di pace e di benessere fra gli
uomini; un bisogno irresistibile di lottare, di combattere, per realizzare
questo desiderio: ecco l'anima, l'essenza, la parte vera, santa ed immortale
del cristianesimo ...


Siete cristiani?

Ed ora ditemi : siete voi cristiani? lo sentite voi questo benefico odio pel
male? Lo sentite voi questo divino desiderio del bene? Voi che cosa fate per
combattere il male? che cosa fate per realizzare il bene'?
Perché - badate, amici miei - voi potete andare in chiesa ogni giorno; voi
potete ogni giorno confessarvi e comunicarvi; voi potete recitare quante
preghiere volete; ma se assistete indifferenti alle miserie e alle
ingiustizie che vi circondano, se nulla fate perché esse debbano scomparire,
voi non avete nulla di comune con Cristo e i suoi seguaci, voi non avete
capito nulla delle loro dottrine, voi non avete il diritto di chiamarvi
cristiani.
Ebbene in quel giorno di Natale, mentre voi festeggiate la nascita del
Nazareno, siate cristiani, ma siatelo nel vero ed alto senso della parola!


Cristo non fu ascoltato

Il « regno di Dio » voluto da Gesù non fu ancora attuato. Passati i pericoli
dei primi anni del cristianesimo, molti vollero dirsi cristiani, ma QUASI
NESSUNO si ricordò dei principi veri di Cristo.
Ed ora - voi lo vedete - le disuguaglianze e le miserie che egli ha
combattute sono più vive che mai.


[Camillo Prampolini, pubblicato su "La Giustizia" il 24 Dicembre 1897]
testo integrale => http://www.camilloprampolini.it/allegati/testopredicapramp.pdf


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