11.04.2006


Ha vinto l'ignoranza.
Ha vinto la faziosità.
Ha vinto la paura.

Da queste elezioni emerge un dato secco: l'Italia è un paese profondamente
illiberale.

E' l'Italia delle appartenze.
E' l'Italia di Don Camillo e Don Peppone.
E' l'Italia dove è importante essere di una certa parte.

E' l'Italia della Chiesa. E' l'Italia del Partito Comunista Italiano. Siamo
rimasti lì.
E' l'Italia dove tutto è destinato a non cambiare.
E' l'Italia dove "è importante che non vinca l'altro".

E' una Italia vuota.
E' una Italia vecchia.
E' una Italia che mi fa schifo.

E' l'Italia dei pregiudizi.
E' l'Italia dell'incoscienza sociale.
E' l'Italia dell'incapacità a guardare oltre.

E' una Italia incapace di ragionare con la propria testa.
E' una Italia succube delle televisioni, della Chiesa e delle piazze.
E' una Italia di pecoroni.

E' una Italia dove l'unico progetto politico liberale prende il 2,5%.

E' una Italia condannata alla cancrena.
E' una Italia condannata ai dittatori televisivi.
E' una Italia condannata alla ingiustizia sociale.
E' una Italia condannata ai poteri corporativi.
E' una Italia condannata all'immobilismo.
E' una Italia condannata agli inciuci tra Cooperative Rosse e
amministrazioni post-comuniste.

E' una Italia che non mi rappresenta.


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